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Storia di Pirenópolis: da Meia Ponte ai 300 anni
Dal villaggio dell'oro del 1727 al centro storico tutelato che compie 300 anni nel 2027.
Aggiornato il 4 ottobre 2026 ✓ Informazioni verificate il 4 ottobre 2026 versione adattata dall'originale in portoghese
Passeggiare per Pirenópolis significa attraversare quasi tre secoli di storia. Il tracciato delle strade, le chiese e le case storiche conservano la memoria di un villaggio dell’oro diventato uno dei centri urbani più importanti dello stato di Goiás, nel Brasile centrale — e che poi rimase relativamente isolato, il che contribuì a preservarne l’aspetto antico.
1727: il villaggio dell’oro
Secondo il Comune, la città nacque nel 1727 come villaggio minerario, con il nome di Minas de Nossa Senhora do Rosário de Meia Ponte. Il Portale turistico comunale attribuisce la fondazione a un gruppo guidato da Manoel Rodrigues Tomás, legato alla bandeira (spedizione di esplorazione dell’entroterra) di Anhanguera, che sfruttava le miniere d’oro della zona del Rio das Almas.
I lavori della Chiesa Madre di Nossa Senhora do Rosário iniziarono pochi anni dopo, tra il 1728 e il 1732 — il Comune la descrive come la prima e più grande costruzione religiosa dello stato. A metà del XVIII secolo furono erette anche le chiese del Carmo e del Bonfim (costruite tra il 1750 e il 1754, secondo le schede ufficiali).
Dal distretto alla città
Il Comune registra la creazione del distretto con una Carta Regia del 1754 e l’elevazione a città con la Legge provinciale n. 3 del 1853. In quel periodo Meia Ponte fu un polo di commercio e cultura sulla via tra la costa e l’interno di Goiás.
Una tappa importante di questa fase: tra il 1830 e il 1834 circolò in città A Matutina Meiapontense, il primo giornale stampato di Goiás.
1890: nasce il nome Pirenópolis
Il 27 febbraio 1890 un decreto statale cambiò il nome da Meia Ponte a Pirenópolis, in omaggio alla Serra dos Pireneus, la cui vetta domina l’orizzonte della città. Gli abitanti si chiamano pirenopolinos.
Il XX secolo e la conservazione
Con la fine del ciclo dell’oro e i cambiamenti nelle rotte economiche, la città visse un lungo periodo di relativo isolamento. Questo preservò le case storiche e il tracciato coloniale — e, allo stesso tempo, mantenne vive tradizioni come la Festa do Divino.
Alcune tappe della tutela del patrimonio:
| Anno | Tappa |
|---|---|
| 1941 | Tutela della Chiesa Madre di Nossa Senhora do Rosário da parte dell’Iphan |
| 1989–1990 | Tutela del complesso architettonico, urbanistico, paesaggistico e storico (approvata nel 1989, iscritta nel 1990) |
| 2002 | Incendio nella Chiesa Madre, il 5 settembre; restauro a partire dal 2003 |
| 2010 | Registrazione della Festa do Divino Espírito Santo di Pirenópolis come Patrimonio Culturale del Brasile (Livro das Celebrações) |
| 2025 | Rinnovo della registrazione della Festa do Divino da parte dell’Iphan |
Scopri di più sulla Chiesa Madre in Chiesa Madre di Nossa Senhora do Rosário e sul complesso urbano in Centro storico.
Tradizioni vive
La Festa do Divino Espírito Santo (festa dello Spirito Santo), con le sue folias (cortei musicali devozionali), le Cavalhadas e i mascarados (personaggi mascherati), ha registrazioni ufficiali dall’inizio del XIX secolo ed è oggi patrimonio culturale del Brasile. La Festa do Morro, pellegrinaggio sul Pico dos Pireneus, si svolge dal 1927 ed è stata riconosciuta patrimonio immateriale dello stato di Goiás nel 2024. Vedi Festa do Divino e Festa do Morro.
Pirenópolis oggi
Il Censimento 2022 dell’IBGE (l’istituto nazionale di statistica brasiliano) ha contato 26.690 abitanti su un territorio di circa 2.200 km². Il turismo — storico, culturale e naturalistico — è uno dei tratti distintivi della città.
Per vedere questa storia da vicino, inizia dall’itinerario di 2 giorni.
Domande frequenti
Quando è stata fondata Pirenópolis?
Nel 1727, come villaggio minerario chiamato Minas de Nossa Senhora do Rosário de Meia Ponte, secondo il Comune. La città compie 300 anni il 7 ottobre 2027.
Perché la città si chiama Pirenópolis?
Il nome fu adottato nel 1890, con un decreto statale, in omaggio alla Serra dos Pireneus, che domina il paesaggio della regione.
Il centro storico è tutelato?
Sì. Il complesso architettonico, urbanistico, paesaggistico e storico è protetto dall'Iphan (l'istituto nazionale brasiliano del patrimonio); la tutela fu approvata nel 1989 e iscritta nei registri ufficiali nel 1990. La Chiesa Madre era già tutelata dal 1941.
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